Una preoccupante calma piatta

Nonostante le rassicurazioni del patron, il mercato non decolla. E il tempo stringe

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“Quello che Mancini chiama immobilismo per noi è programmazione. Si lavora senza clamore”. Parole scritte da Massimo Pulcinelli su instagram lo scorso 20 agosto in risposta ad un articolo critico de Il Resto del Carlino, firmato da Gigi Mancini.
Frasi rassicuranti anche quelle rilasciate nell’intervista esclusiva concessa domenica scorsa al portale PicenoTime, in cui lo stesso patron parlava del vaglio di oltre 100 profili per l’allestimento di una squadra competitiva.
E’ recente l’inserimento nei quadri societari del Direttore Generale Piero Ducci, affiancato da Davide Grassi e Marcello Marini con ruoli operativi nell’area scouting. Si stanno muovendo in ambito internazionale, scandagliando anche Grecia e Germania, in cerca di giocatori poco conosciuti ma funzionali all’idea di gioco di mister Bertotto.
Domani a Pisa la compilazione dei calendari, a meno di tre settimane dallo start del campionato cadetto. Eppure l’Ascoli per il momento ha ufficializzato soltanto l’arrivo del portiere Khadim Ndiaye in prestito dall’Atalanta. C’è di che preoccuparsi perché i giorni passano e la squadra va assemblata, e anche se il mercato è ostico e anomalo per tutti – soprattutto causa Covid – non abbiamo una base molto strutturata da cui partire. I principali attori della sudata salvezza sono quasi tutti partiti e il fattore tempo non può essere trascurato soprattutto se vuoi ispirarti a piazze come Cittadella che sulla programmazione hanno imperniato la propria esistenza. Ritardo che vede coinvolto anche il settore giovanile, dove la Primavera si è radunata ieri agli ordini di Guillermo Abascal (ma alcuni si stanno allenando stabilmente con la prima squadra e potrebbero tornare coi pari età a seguito dei futuri arrivi dal mercato) e le formazioni più giovani sono ancora ferme nell’attesa di conoscere i nomi dei rispettivi allenatori.
In merito alla rosa a disposizione di Valerio Bertotto, sono tante le lacune da colmare. Basti pensare che Padoin (nel primo tempo) e Pucino (nella ripresa) nell’amichevole di Pesaro sono stati schierati nell’inedito ruolo di difensori centrali. Ci sono inoltre da risolvere i casi Ninkovic (attualmente rimasto in Serbia, chiedendo con insistenza la cessione) e Cavion (avrebbe manifestato l’intenzione di partire, ma l’offerta del Brescia sarebbe stata ritenuta insoddisfacente), oltre ai cronici problemi a piazzare altrove coloro che non rientrano nei piani. Contro la Vis Pesaro il tridente offensivo titolare era formato da Intinacelli-Tassi-Matos, mentre Ganz e Chajia si accomodavano sui seggiolini distanziati della tribuna del Benelli. Un chiaro segnale che il progetto tecnico non li tenga in considerazione. Discorso diverso per Rosseti e Beretta, ancora alle prese con i postumi fisici della stagione passata. Entrambi potrebbero comunque partire, nel caso se ne presentasse l’opportunità.

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