Strazio e rabbia, figuraccia storica

Ammutinamento o scollamento, Vivarini ha perso il controllo. Serve unità

0 586

Straziante. La prestazione sciorinata allo stadio di Via del Mare di Lecce purtroppo resterà una macchia indelebile nella gloriosa storia dell’Ascoli Calcio. Soltanto una volta nei suoi 120 anni il Picchio era stato vittima di un 7-0, 35 anni fa in casa della Juventus. Una figuraccia incredibile che ha tolto il sonno a molti di noi e che sarà impossibile da cancellare. Tra l’altro avvenuta davanti a tutta Italia con la diretta televisiva di RaiSport.
L’incredulità sta lasciando spazio alla rabbia. I 178 tifosi al seguito hanno abbandonato in massa il proprio settore al 31′ del primo tempo, con l’Ascoli già sotto di cinque reti. Il club si è affrettato a pubblicare un messaggio di scuse, annunciando il ritiro a tempo indeterminato. Per tutta la settimana giocatori e staff tecnico si trasferiranno a Roma. Uno stringato comunicato che sa in pratica di silenzio stampa. Si è preferito punire la squadra senza farla tornare per niente a casa, o forse proteggerla dalla prevedibile contestazione che ci sarebbe stata alla ripresa degli allenamenti al Picchio Village. Una squadra capace di errori banalissimi, individuali e di reparto, letteralmente irriconoscibile rispetto a quella vista sette giorni prima al Bentegodi di Verona. Troppo brutta per essere vera. La società si sta interrogando sulle cause di un tale disastro, cercando di capire come muoversi. Quello che ormai appare chiaro è che – ammutinamento o scollamento – mister Vivarini non sia più in grado di gestire la situazione. Terz’ultimi nel girone di ritorno, seconda peggior difesa del campionato, una sola vittoria nel 2019, la difficoltà di correzione in corsa quando la gara non si incanala nelle modalità studiate durante la settimana e l’incapacità di ritrovare il bandolo della matassa dopo un mercato di gennaio non corrispondente alle reali esigenze della rosa. I segnali sono preoccupanti, occorre una sterzata prima che sia troppo tardi. Anche perché una batosta del genere sarà pesantissima da digerire specialmente a livello mentale.
E, soprattutto, servirà il massimo sostegno del proprio stadio. Perché il livello del campionato è alto, il calendario si presenta ostico e il black out visto ieri è seriamente preoccupante. Nessuno ci regalerà nulla, la salvezza è tutta da conquistare. Addio sogni di gloria, sputiamo pure veleno in questa settimana affinché una figuraccia indegna non debba ripetersi mai più. Ma da sabato servirà soltanto unità d’intenti, altrimenti rischiamo di affossarci con le nostre mani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati *