Lecce-Ascoli 2-1, il report partita

Al Picchio non basta la rete di Capece

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tripoliLecce (4-2-3-1): Caglioni, D’Ambrosio, Lopez, Papini, Martinez, Abruzzese, Ferreira Pinto (20’st Barraco), Amodio (39’st De Rose), Bogliacino, Miccoli (26’st Salvi), Beretta. A disp.: Perucchini, Sales, Vinetot, Rullo. All.: Lerda
Ascoli (4-3-2-1): Pazzagli, Di Gennaro, Giacomini, Capece, Scognamillo, Magliocchetti, Greco, Carpani (42’st Ruzzier), Cipriani (24’st Minnozzi), Colomba (34’st De Iulis), Tripoli. A disp.: Ronchi, Gandelli, Schiavino, Iotti. All.: Destro
Arbitro: sig. Bellotti di Verona
Reti: 9′ Miccoli (L), 46′ Miccoli (L), 12’st Capece (A)
Ammonito: Di Gennaro (A)
Note: recupero 2’+4′. Spettatori 4mila circa, di cui una 40ina ospiti.

LECCE – Quarta sconfitta consecutiva, ancora una volta di misura, per i bianconeri che, però, davanti alle telecamere di RaiSport, mettono in seria difficoltà il Lecce di Lerda a domicilio. I salentini si dimostrano squadra nettamente più esperta e cinica, capitalizzando al massimo le chanches capitate sul destro di capitan Miccoli, e si portano momentaneamente in seconda posizione nell’attesa del completamento della giornata che avverrà domenica. Elogi non solo per la squadra, ma anche per la quarantina di supporter sistematisi nel settore ospiti. Per l’intera gara hanno ininterrottamente tifato e sbandierato, e la cosa non è affatto sfuggita ai commentatori televisivi.

Per la sua seconda partita sulla panchina bianconera, Flavio Destro ritrova Franco Lerda di cui era stato vice al Torino ed al Crotone, prima che le rispettive strade si dividessero. Destro si presenta con cappellino e sciarpetta griffati Ultras 1898, segno tangibile dell’unità d’intenti che si respira in città. Recupera in difesa Di Gennaro e Scognamillo, rientranti dopo il turno di squalifica. Deve però rinunciare al portiere Russo, che tornerà a disposizione la prossima col Pisa, e a Conocchioli, non ancora pienamente ristabilitosi dai guai muscolari. Schiavino c’è, ma si accomoda in panchina. Davanti subito spazio all’ultimo acquisto Cipriani, che non ha ancora la piena tenuta atletica ma in compenso sfoggia esperienza da vendere. In suo sostegno ci sono Tripoli e capitan Colomba. Nel centrocampo a tre Capece fa il playmaker, con Greco a destra e Carpani a manca.
Il Lecce si schiera invece col 4-2-3-1, vanta diverse assenze ma una formazione titolare di tutto rispetto.

Partono subito forte i padroni di casa, dimostrando di non sottovalutare l’Ascoli. Al 9′ Bogliacino crossa dalla destra, Scognamillo concede a Miccoli quel metro di troppo che si rivela fatale al cospetto di un giocatore che con la lega pro c’entra davvero poco. Stop e botta secca di destro che lascia impietrito Pazzagli. Uno a zero.

Ma il gol spegne gli ardori del Lecce. A quel punto è il Picchio a prendere in mano le redini del gioco. Su punizione di Capece che assomiglia ad un corner corto, la palla spiove in area e Cipriani sfrutta il fisico per elevarsi e colpire di desta senza disturbo, ma la sfera sorvola di poco la traversa.
Qualche giro di lancette e l’Ascoli colleziona una nuova occasione: 24′, Colomba mette in mezzo, Cipriani e Lopez fanno a sportellate, la palla sfila verso Tripoli che converge e salta il suo dirimpettaio, ma il tiro è strozzato e finisce a lato.

Il Lecce attende l’Ascoli e riesce ad uscire dal guscio soltanto grazie a qualche guizzo di Miccoli. Ma la retroguardia bianconera è molto attenta con tutti i suoi elementi.
Corre il 38′ quando il Picchio sciupa una palla gol clamorosa. Tripoli innesca Greco che va sul fondo e centra basso per l’accorrente Carpani, che si trova a battere una sorta di rigore in movimento, ma il suo sinistro è debole e Caglioni si supera, deviando col piede sinistro sopra la traversa. Tutta la panchina bianconera è incredula per l’occasione sciupata.

L’Ascoli continua a fare la partita. L’ottimo arbitro Bellotti indica due minuti di recupero prima dell’intervallo. Trascorso il primo, i bianconeri si fanno trovare scoperti da una veloce ripartenza dei salentini. In superiorità numerica il Lecce parte da metà campo, Beretta mette al centro, Capece recupera anticipando Miccoli al limite dell’area ma nel rimpallo la sfera rotola verso Ferreira Pinto che può calciare indisturbato. Il colored scuote il palo alla sinistra di Pazzagli ma la palla carambola sul destro di Miccoli che non può fallire il facile tap-in. Due a zero, decimo sigillo in campionato per lui.

Si va al riposo con un risultato ingiusto ma l’Ascoli non si fa scoraggiare. Mette in mostra pregi e difetti di una squadra giovane, una compagine che gioca sulle ali dell’entusiasmo ma che al contempo commette ingenuità che poi si trova a dover pagare a caro prezzo.
Al 12′ succede quello che ormai non ti aspetti. Capece, dopo un paio di tiracci sparacchiati in curva in stile rugby, ci riprova dalla distanza. Il tiro è secco ma Caglioni non fa i conti col rimbalzo del pallone sul terreno umido e si fa sorprendere. Due a uno, contesa riaperta.

Cipriani non ha molto minutaggio nelle gambe, causa un anno di inattività, e dopo un’ora disputata comunque su buoni livelli lascia il posto a Minnozzi. Lerda nel quarto d’ora conclusivo sceglie di rinunciare a Miccoli, che in settimana si era allenato poco a causa del viaggio verso Roma dove era stato convocato dalla giustizia sportiva (prosciolto per le frasi sul giudice Falcone), e il Lecce non riesce più a ripartire. Bada soltanto a difendersi ma lo fa con ordine ed esperienza. Destro getta nella mischia anche De Iulis e Ruzzier, ma il taccuino resta privo di ulteriori annotazioni. Il Lecce raggiunge provvisoriamente il Perugia in seconda posizione, l’Ascoli deve accontentarsi di una prova gagliarda e tanti complimenti.

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