L’ansia perenne, primo nemico

Viviamo un periodo di appannamento ma abbiamo le qualità per uscirne

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Foto Ascoli Calcio 1898 fc

Costante nella sua incostanza, l’Ascoli di mister Vivarini ancora una volta fallisce la prova di maturità. Quando si è presentata l’occasione di spiccare il volo, non è mai riuscito a coglierla.
Finora è rimasto sempre a distanza di sicurezza dalla zona calda, mantenendo un buon margine di vantaggio dai play out. Eppure la tifoseria mastica amaro. Sarebbe bastata una vittoria – una sola – nelle ultime tre partite per considerare virtualmente archiviata la pratica salvezza, dando l’accelerata decisiva sulle inseguitrici.
E invece si procede a passo lento, dovendo prestare molta attenzione a dove mettere i piedi in un terreno che si preannuncia minato, osservando l’ostico calendario. Nessuno dietro molla la presa e il livello del torneo si è notevolmente alzato con la drastica riduzione da 22 a 19 squadre. Inoltre la situazione si è capovolta: prima si cercava di risolvere il problema del gol, adesso invece non riusciamo a conservare il vantaggio acquisito.
E’ innegabile che l’Ascoli stia attraversando un periodo di appannamento, rispetto al girone d’andata sta procedendo col freno a mano tirato. E pesa tanto il fatto che il successo interno nel 2019 non sia ancora arrivato. Dopo un primo tempo disputato con l’intensità giusta e macchiato da un paio di svarioni difensivi, ieri nella ripresa il Picchio è parso frenato. Più timoroso di poter perdere piuttosto che smanioso di vincere. Un blocco psicologico che incide, oltre ad ingranaggi collaudati ora rallentati da un mercato di gennaio non sincronizzato con le effettive esigenze della squadra.
Non va comunque dimenticato che l’Ascoli ha una partita in meno rispetto alle altre, addirittura due nei confronti di chi ancora deve osservare il proprio turno di riposo. Questo non può essere causa di rilassamento ma è una considerazione che deve infonderci un po’ di sano realismo. Non siamo allo sbando, veniamo da una mini-serie di quattro risultati utili consecutivi e nell’arco della stagione non abbiamo mai perso due volte di fila. Servono calma e lucidità. La serie B è tremenda ma abbiamo le qualità per uscirne a testa alta. Il primo nemico da sconfiggere è l’ansia perenne che ci accompagna ormai da quattro stagioni a questa parte. E che sembra proprio non volerci abbandonare.

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