La complicata scommessa di Delio

C’è tanto da lavorare: tatticamente, mentalmente, atleticamente

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Foto Ascoli Calcio 1898 fc

Un ribaltone maturato nello stretto giro di 3 giri di lancette che rischia di avere effetti devastanti. Più sul morale che sulla classifica, deficitaria ma ancora rimediabile.

Dopo l’amorfa prova di venerdì contro il Pescara, in cui neppure l’avvicendamento tecnico era stato sufficiente a provocare la proverbiale scossa, ieri all’Arena Garibaldi si è vista una prestazione ordinata nella prima frazione, al cospetto di un avversario modesto. Poi il gol di Bajic in avvio di ripresa sembrava aver ridestato la squadra dal suo torpore, dando la sensazione di poter pungere in contropiede per una vittoria che avrebbe rappresentato ossigeno puro. Invece i cambi dei due allenatori sparigliavano le carte, per un finale straziante. Disastroso l’apporto di Pierini, addirittura tolto a 25′ dal suo ingresso in campo, capace di contestare la sostituzione e subito zittito da Delio Rossi.

Significativo l’episodio iniziale, con Pucino ad effettuare il sorteggio quando in distinta il capitano designato era Brosco. Una svista a cui è stato posto rimedio dopo un paio di minuti di gioco, con Pucino a cedere la fascetta da stringere sul braccio del numero 23. Un esempio lampante della confusione che circonda la squadra. Una babele di 14 nazionalità diverse, che faticano a comunicare tra loro, dentro e fuori del campo. Alcune individualità denotano buone potenzialità ma quello che ancora non si vede è una vera squadra. L’Ascoli ad oggi non ha le parvenze di un gruppo unito, si scioglie alla prima avversità. Vedi ieri, vedi Venezia, dove il vantaggio si è rivelato effimero fino a tramutarsi in sconfitta. In un silenzio stampa rotto soltanto dalla conferenza di presentazione del nuovo mister e da un’intervista rilasciata a RaiSport nell’anticipo col Pescara.

La scommessa accettata da Delio Rossi è molto complicata. C’è da lavorare tanto, non soltanto in chiave tattica ma soprattutto psicologica e atletica. E dovrà farlo in solitudine, orfano del sostegno della propria tifoseria allontanata dagli stadi dai vari DPCM che si sono susseguiti. E senza una guida societaria, visto che il ds Bifulco, uomo di raccordo tra dirigenza e squadra, è stato mandato “in vacanza” e sembra ormai ad un passo dall’addio.

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