Gli Ultras 1898 sulla Supporter Card

Il comunicato della curva

0 97

Ascoli Catanzaro Lega Pro Prima Div. Gir. B 2013 2014ASCOLI PICENO – Dopo un’estate intrisa di discussioni e confronti, anche con altre tifoserie del panorama ultras italiano, gli Ultras 1898 hanno deciso di abbandonare l’ostracismo verso la tessera del tifoso che hanno portato avanti fin dalla sua introduzione quattro anni or sono. Ne spiegano le ragioni in un lungo comunicato che di seguito riportiamo integralmente.

Abbiamo sempre avversato la deriva del calcio moderno, l’avvento delle Pay-tv, la repressione, il calcio spezzatino, le leggi speciali e con esse la “tessera del tifoso”, soprattutto per l’ormai celeberrimo Articolo 9.

Abbiamo combattuto le nostre battaglie contro “i palazzi”, con tutti i mezzi e le modalità che ci competono da sempre: dagli striscioni dai toni forti esposti costantemente in Curva Sud e in città, alle proteste clamorose come lasciare la curva vuota; dagli scontri di piazza di Ascoli-Genoa 2003, fino alle trasferte nei settori misti; dai cortei unitari di Bologna e Roma, fino alla richiesta alla società di battere i pugni in Lega; dal portare le nostre delegazioni in Parlamento, fino alle trasferte vietate dove siamo rimasti fuori dagli stadi per onorare le nostre rivalità o dove abbiamo cercato di aggirare le normative, convinti che restare immobili e accettare passivamente ogni cosa non fosse la strada giusta.

Non abbiamo lasciato nulla di intentato e per la nostra linea di condotta abbiamo pagato il nostro tributo di arresti e diffide che non rinneghiamo e non rinnegheremo mai.

La verità è che in questa battaglia è mancato chi doveva fare la voce grossa: sono mancate le società, imbambolate ormai dai soldi delle televisioni e poco attente alle esigenze dei propri tifosi, ma soprattutto sono mancate le grandi tifoserie (nel senso di numerose), piegate immediatamente dalle logiche moderne del calcio business e del merchandising.

Dopo 4 anni di osteggiamento alla “tessera del tifoso”, dove abbiamo visto una grande confusione sul panorama nazionale, con una crescita esponenziale delle tifoserie che hanno deciso di tesserarsi e l’inefficacia di fondo di una protesta che è diventata anacronistica nella maggior parte dei casi e un alibi per rimanere a casa negli altri (salvo rarissime eccezioni) e verificato il fatto che ad Ascoli Piceno non viene applicato l’Art. 9 agli ex-diffidati (tema principale della nostra avversione alla tessera), convinti che la “trasferta” sia il momento caratterizzante e aggregante del mondo ultras, abbiamo deciso di sottoscrivere la “Supporter’s card”, che è uno dei pochi risultati ottenuti dalle tifoserie in questi anni di lotta: una card non legata ai circuiti bancari, che non ha bisogno del nulla osta della Questura.

Una scelta indipendente e non legata in alcun modo al nuovo corso della società di Corso Vittorio. Constatato che in linea teorica l’Art. 9 può essere applicato anche ai singoli biglietti, in barba a qualsiasi principio del diritto “ne bis in idem”, non rimane che scegliere tra abbandonare completamente gli stadi e rimanere a casa a commentare le foto davanti ai computer cullandosi sui “bei tempi andati” , sparando giudizi sulla modernità e decretando la morte del movimento, oppure continuare a seguire l’Ascoli alla nostra maniera di sempre, sperando che qualcuno si accorga degli obbrobri giuridici partoriti dal Ministero dell’Interno negli ultimi 20 anni.

Tag dell'articolo: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati *