Ecco Di Mascio: «Il settore giovanile un mondo a parte»

La presentazione del nuovo responsabile del vivaio

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di mascioUna ventata di aria nuova, fresca e pulita che da tempo non si respirava. Il nuovo responsabile del settore giovanile Cetteo Di Mascio è stato presentato alla stampa questa mattina e il suo modo di porsi, schietto e sincero, ma che lascia trasparire un’enorme competenza, fa ben sperare. In attesa dei risultati.

CONTINUITÀ – L’ex Renato Curi (17 anni) e Pescara (15 anni) è già al lavoro da qualche giorno ma oggi ha messo in chiaro alcuni concetti base del suo modo di lavorare. E se le promesse sono queste, parecchie cose cambieranno all’interno del settore giovanile dell’Ascoli. In meglio naturalmente. Due sole società quindi nel suo passato ma con impegni piuttosto lunghi. Ascoli sarà la terza: «Il mondo del settore giovanile è completamente diverso da quello della prima squadra – dice il diretto interessato – e occorre del tempo. In passato ho avuto la fortuna di lavorare per persone di grande cultura calcistica che mi hanno permesso di dare continuità al mio lavoro. La stessa impressione che ho avuto parlando prima della firma con il presidente Bellini, il direttore Lovato e gli altri soci».

PRIORITÀ ALLE QUALITÀ – I risultati e le classifiche saranno l’ultima cosa da guardare e analizzare. «È meglio essere penultimi – ha spiegato Di Mascio – in campionati come Berretti o Allievi Nazionali ma giocare una con squadra sotto età e con giocatori di prospettiva. Più che essere bravi i ragazzi dovranno avere le caratteristiche necessarie per poi giocare tra i grandi. A volte il passaggio dalle giovanili alla prima squadra è difficilissimo e spesso il comportamento dei genitori non aiuta. Ma anche la categoria dei procuratori può essere devastante. L’importante è avere una società seria alle spalle».

ALLENATORI – Per ora non ci sarà nessuno stravolgimento tra i tecnici anche se l’organizzazione dell’intero settore giovanile sarà ristrutturata: «I tecnici e i ragazzi che stanno lavorando hano tutto il mio apprezzamento. Io non devo portare nessuno dei miei ad Ascoli, ho solo un obbligo morale nei confronti della società che mi ha chiamato». Altro concetto fondamentale per Di Mascio sono le motivazioni. «Un allenatore delle giovanili – sono sempre le parole del tecnico pescarese – per lavorare bene deve voler fare quello per tutta la vita oltre che arrivare al campo un’ora e mezza prima dell’allenamento. Non può pensare di allenare l’anno dopo nella categoria superiore poi in Primavera. Se qualcuno è così di sicuro non farà parte dell’Ascoli».

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