06/02/14: oggi un po’ rinasco

Era solo una busta di carta eppure…

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ConferenzaBelliniUna busta di carta, con una scritta fatta con la biro ed un timbro “vecchio stampo”. Al diavolo i formalismi dell’era di internet. Dentro quel cimelio che giustamente, meritatamente, orgogliosamente si è tenuto e si terrà il nostro condottiero dal viso cattivo ma dal cuore e dai valori grandi così Gianni Luzi non c’erano solamente numeri, frasi in politichese-economico, insomma l’offerta da presentare al Tribunale di Ascoli. C’erano le nostre vite, o almeno parte di esse.

Faccio una piccola digressione: quando abbiamo scelto per la prima volta insieme a Daniele e Stefano il claim, “lu sottotitolo” del nostro Mondopicchio, abbiamo da subito cercato di avere un obiettivo. L’Ascoli Calcio, il nostro Ascoli Calcio, dentro casa di qualsiasi fratello bianconero del Mondo. Per questo l’abbiamo chiamato, quel sito in stato embrionale “Mondo-Picchio, il sito Mondi@le per chi ama l’Ascoli Calcio”. Ci piaceva pensare che chiunque, nel mondo, volesse saperne di più della nostra squadra e fosse impossibilitato dagli allora mezzi a disposizione, scegliendo di collegarsi al nostro sito, potesse trovare quell’oasi di felicità e di onestà intellettuale tinta di bianconero di cui allora sentivamo un gran bisogno.

Ecco, il fatto che da giovedi 6 febbraio 2014 a dirigere la mia, la nostra squadra del cuore ci sia un personaggio stimato, benvoluto, facoltoso, con l’aereo con su scritto Picchio, insomma che ci sia Francesco Bellini mi ha reso particolarmente felice. No, non perché come qualcuno già dice da vero tifoso “ci porterà in Europa”. Su questo mi esprimerò dopo. Sono felice perché penso che era vero, tremendamente vero. In ogni angolo del Mondo è plausibile credere che uno o più cuori battano per il Picchio. Che un Mondo-Picchio servisse e serva ancora tantissimo perché voi non potete capire quanto sia importante per una persona che vive lontano e a miglia di distanza dalla sua terra, avere un qualcosa per sentirla sempre e in ogni momento sotto i piedi, la sua terra. Sono felice e, credo, come me, lo sono anche Daniele, Stefano, Simone e il nuovo arrivato Marco, così come tutti gli altri amici che ci hanno aiutato e accompagnato nella nostra avventura internauta di “tifosi-scrittori” delle gesta dei nostri.

Veniamo al dunque. La signora Marisa con quel “Sogniamo insieme” c’ha già fatto pensare che tra tre-quattro anni rifileremo un 3-0 al Del Duca nel match di andata dei quarti di Champions al Barcellona di Messi. Anche Gianni, che penso sia il più razionale tra gli ultras della Sud, non è riuscito a trattenere la voglia di gridare su quel palco che “con quella busta ci andiamo in Europa”. Poi giovedi siamo tornati tutti a casa. E’ arrivato venerdi e ci siamo ricordati di essere ascolani dentro e fuori. Io, per esempio, ho scommesso la sera di capodanno coi miei amici di Porto San Giorgio (a cui dell’Ascoli non importa proprio niente), che tra due-tre anni andiamo a vincere allo Juventus Stadium, beccandomi insulti e sorrisi di scherno. Ma so già che il cuore di tifoso non lo puoi stoppare. Non lo puoi soffocare. Pensi una cosa, non puoi trattenerla. L’Ascoli è uno di quei valori che mi riporta ad essere bambino anche se ho 33 anni . “Voi ridete perché siamo falliti e perdiamo tutte le partite in C1? Tra tre anni vi facciamo 3 pappine allo Juventus Stadium”. Se la sono segnata. Io pure.

Dicevo che dopo giovedì, è arrivato venerdi. E sono tornato, come credo ognuno di voi, dentro il personaggio del “tifoso dell’Ascoli”. Quello che raggiunge gli obiettivi con la sofferenza, il lavoro, la dedizione, il lavoro, la passione, il lavoro, i piccoli passi e il lavoro. Altrimenti sarei tifoso dell’Inter. Non ci voglio neanche pensare. Ecco, al Cavalier Bellini e alla sua signora Marisa dico grazie, come lo dico anche agli altri che lo accompagnano in quest’avventura (ah, ancor di più al Sig.Faraotti che ha detto la cosa più giusta degli ultimi 15 anni, quando afferma che “chi vuol fare calcio senza l’appoggio della tifoseria ha sbagliato mestiere”). Dico grazie e se posso estendo il mio desiderio su come vorrei che fosse il loro Ascoli: che abbia i valori dell’ONESTA’, dell’INTEGRITA’ MORALE, della TRASPARENZA, dell’APPARTENENZA. No, non dev’essere vincente. Quello dipende dal campo e negli anni è più o meno possibile (il calcio è bello anche per questo). Vorrei che fosse una società che sbarra le porte agli interessi dei procuratori calcistici e che non abbia le porte girevoli all’interno dello spogliatoio. Che se compra un giocatore lo fa per tenerlo a vita, in modo che si leghi a vita a noi, in modo che non gli venga neanche per un millesimo di secondo l’idea di tradirci o di guardarsi altrove. Vorrei nuovamente innamorarmi dei giocatori dell’Ascoli e mettere il loro poster nella cameretta, magari di mio figlio (se il Buon Dio mi darà la fortuna di averne). Vorrei non sentirmi mai più bruciare le ferite degli amici del bar che ti chiedono dell’Ascoli solo per sapere se “vi siete venduti anche questa di partita?”.

Chiaramente, questo è il mio desiderio, che può anche essere considerato poco, per quel che valgo io come tifoso rispetto a tanti altri. Però mi piaceva dirlo e magari farvelo sapere.  Il 6 febbraio 2014 è stato il mio compleanno e il titolo del film della giornata è e sarà sempre: “OGGI UN PO’ RINASCO”.

p.s. Sì, Cavaliere, giovedì mi ha fatto piangere. Lo sa quando? Quando ho sentito la parola “Sportivi Marchigiani” uscire dalla sua bocca. Erano anni che sognavo che il mio condottiero lo facesse. Eh, in quel momento, una lacrimuccia è scesa nel giorno del più bel compleanno della mia vita.

2 Commenti

  1. peppe corradetti 11 febbraio 2014 at 14:23

    ho 57 ann,i vivo a cagliari da 40 ann,i ho il picchio nel cuore e, non mi vergogno se mi emoziono tanto leggendo questo post.
    ciao a tutti voi
    peppe

  2. paolo 12 febbraio 2014 at 19:11

    bravo..grazie daniele..

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