Petrone: «Vengo in una piazza di Serie A»
ASCOLI – Preparatissimo. Sarà il tempo a dire se la scelta di Mario Petrone sarà stata giusta o sbagliata però su una cosa non si può obiettare. L’allenatore scelto dalla dirigenza dell’Ascoli Picchio per le prossime due stagioni e presentato questa mattina in sede, non lascerà nulla al caso nella sua nuova avventura ascolana. MANIACALE…
2 luglio 2014 | 18:31 0 86ASCOLI – Preparatissimo. Sarà il tempo a dire se la scelta di Mario Petrone sarà stata giusta o sbagliata però su una cosa non si può obiettare. L’allenatore scelto dalla dirigenza dell’Ascoli Picchio per le prossime due stagioni e presentato questa mattina in sede, non lascerà nulla al caso nella sua nuova avventura ascolana.
MANIACALE – Ha superato a pieni voti l’interrogazione davanti alla stampa locale rispondendo con serenità a tutte le domande, comprese quelle sulla fine del suo rapporto col Bassano, senza accennare mai alla minima polemica e mettendo bene in chiaro quali sono i suoi obiettivi, parola che ripete molto spesso. Ha studiato tutto quello che è successo ultimamente ad Ascoli, città che già conosceva. Non ci sarà un modulo di gioco fisso ma sicuramente si partirà dalla difesa a 4, i suoi collaboratori saranno Andrea Arpili e Lorenzo Magnini.
PASSIONALE – «Vengo in una piazza di Serie A – ha esordito Petrone – Adesso però siamo in Lega Pro e l’obiettivo è tornare in B in 2-3 anni senza però porre limiti alla stagione che fra poco andremo a iniziare». L’ex mister di Bassano e San Marino non vede l’ora di cominciare la sua nuova esperienza, la più importante della sua carriera: «Le motivazioni che ho le può conoscere solo chi mi circonda nel quotidiano, darò tutto me stesso. Dopo la mia famiglia il calcio è la mia vita. Uno dei miei obiettivi è arrivare in Serie A e voglio farlo attraverso questa società. Sono uno che alle 9 del mattino del lunedì arriva in sede a lavorare per la squadra».
ENTUSIASMO – Preparazione maniacale e studio approfondito nei minimi dettagli di ogni cosa che riguarda la squadra per il nuovo allenatore a cui gli Ultras 1898 hanno regalato un cappellino. «Dobbiamo avere rispetto – ha detto Petrone sull’ambiente ascolano – di questa città e di questa tifoseria che ha tanto sofferto ultimamente. Noi in campo dobbiamo tenere alto il grande entusiasmo che la nuova proprietà ha portato. In campo i giocatori devono andare sempre per fare la prestazione, che si tratti di amichevole, di partita coppa o di campionato».
Simone Mozzoni
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