Settore giovanile, futuro serbatoio

Campionati in stand by ma squadre già al lavoro. La nuova società ci punta

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Foto Picenotime

L’arrivo di CR7 nasconde la polvere sotto il tappeto. Mentre tutte le luci sono puntate sull’esordio del fuoriclasse portoghese nel campionato italiano, in programma sabato 18 agosto, il nostro sistema calcio è arrivato al collasso. Dalla serie B in giù tutti i campionati sono ingolfati, nell’attesa che una serie di ricorsi possa districare la matassa tra ripescaggi e riammissioni. Le ripercussioni si hanno anche al piano inferiore, dove persino i campionati giovanili sono in stand by. La Primavera1 da 16 squadre potrebbe infatti allargarsi a 17 se la prima squadra del Novara venisse ripescata in serie B. L’impresa della Primavera piemontese (vincitrice del proprio girone) è stata infatti vanificata dalla retrocessione della prima squadra, con la naturale sostituzione operata dall’Empoli (a discapito dell’Ascoli, battuto in semifinale). Il regolamento prevede infatti che i club di serie C possano avere soltanto la Berretti, ma il ripescaggio ripristinerebbe il diritto acquisito sul campo. Idem per le altre ripescabili, appese tra Primavera2 e Berretti. Un vortice che coinvolge anche i campionati nazionali under 17, 16 e 15. Restando incerta la composizione delle iscritte, sono per il momento sospesi calendari e date di inizio.
Nell’attesa di togliere il velo dal quadro, tutte le giovanili nazionali hanno già ripreso la preparazione al Picchio Village. Solo l’attività di base dei più piccoli comincerà dopo ferragosto. Il passaggio di testimone al vertice societario è tangibile anche nell’ambito giovanile. Finita l’era della divisione interna – in stile muro nel box Yamaha tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo -, prima squadra e giovanili tornano ad essere un’unica grande famiglia. I rapporti tesi tra i precedenti dirigenti e il responsabile del settore giovanile avevano creato due ambienti asettici, ora invece si respira un’aria diversa. Oltre al passaggio di Diop, Tassi, De Angelis e Ventola in pianta stabile, l’assidua presenza di Pierpepaj, Clerici e Scorza agli allenamenti della prima squadra testimoniano l’attenzione di mister Vivarini verso il proprio vivaio.
Dopo il rinnovo firmato fino al 2021, Cetteo Di Mascio era stato affiancato da Marco Stella che quest’anno avrebbe dovuto sostituirlo alla guida della Primavera, lasciandolo unicamente alle funzioni di responsabile del settore giovanile. Ma il passaggio al gruppo Bricofer ha cambiato lo scenario, mantenendone immutato il doppio incarico. Non va infatti dimenticato che proprio Di Mascio fu il primo acquisto di Lovato nel 2014, e che Cetteo collaborò con Vivarini già ai tempi del Pescara.
C’è fiducia nel lavoro del settore giovanile, al punto che è già stata rifiutata un’allettante offerta economica del Torino per Ismaila Diop. In vetrina il gioiellino Kevin Buonavoglia dopo le ottime prestazioni sciorinate con la selezione B Italia under 17, ma da tenere d’occhio è anche il suo coetaneo (2001) Mattia Monachesi, di ritorno dal positivo prestito di Recanati. Under 15 e under 16 si sono accaparrati 4 giocatori promettenti svincolatisi dai fallimenti di Bari e Cesena.
Tra le novità il ripristino della Berretti, voluto per evitare di disperdere tra vari prestiti i classe 2000 e 2001 meno pronti al campionato Primavera. La squadra è stata affidata a Naccarella. Confermatissimo Cerasi in under 17 dopo gli ottimi risultati dell’anno passato, under 15 a Seccardini mentre in under 16 si registra un graditissimo ritorno con la panchina consegnata a Maurizio Lauro.

1 Commento

  1. PCelito 10 agosto 2018 at 10:32

    Bravo Stefano, bell’articolo, sono contento anche io che l’Ascoli punti molto sul proprio settore giovanile e direi FINALMENTE !
    Di giocatori bravi nel settore giovanile ad Ascoli ce ne sono sempre stati, ma mai nessuno ci ha creduto fortemente, tranne in quel magico periodo con Boskov dove “guarda caso” esplosero i vari Agostini, Iachini, Scarafoni ed altri.
    Far giocare i giovani migliori in prima squadra, valorizzarli e poi rivenderli bene e con quei soldi costruire una squadra più forte, non è facile ma è questa la strada che deve seguire una realtà “piccola” come Ascoli.
    Ciao.

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