Play out, terribile tortura

Un’attesa che ti prosciuga dentro. Ne siamo usciti indenni, ora godiamoci la salvezza

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E’ difficilissimo da descrivere a parole. Una sensazione snervante, un’attesa che ti prosciuga dentro, il tempo che non scorre mai e una sorta di malessere fisico che ti pervade. Il play out è tutto questo. Estremizzando il concetto dal punto di vista da tifoso, ti porta a vivere una situazione disumana, ai limiti della segnalazione ad Amnesty International. Una partita che deciderà le sorti della tua squadra del cuore, nel bene o nel male. Una sola, maledetta partita. Ogni pallone può essere quello decisivo, ogni centimetro può condannarti a morte o riportarti in vita. Emozioni fortissime, giunte per di più dopo tre anni vissuti al limite. Un paradosso se raffrontati alle potenzialità della proprietà, costretta a combattere con piccole realtà o club indebitati fino all’osso. Anche quest’anno l’abbiamo raccontata e sarà un’altra bella storia da narrare ai nipotini. Ma sfidare sempre la sorte con scelte azzardate può rivelarsi estremamente pericoloso perché la serie C è un pantano da cui è difficile tirarsi fuori. Ci sarà tempo nei prossimi giorni per tutte le analisi del caso. Dopo quello che abbiamo passato nel corso di una travagliata stagione oggi è una giornata di grande festa. Godiamocela tutta.

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