Giorgi, da icona a ospite sgradito

Lettera di richiamo dopo il selfie con Cacia. Urge parlare di calcio giocato

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Era il 10 settembre 2015. Sposando il progetto dell’Ascoli Picchio, Luigi Giorgi ufficializzava il suo ritorno sotto le cento torri, dopo aver apposto la firma su un contratto quadriennale. Accettando il declassamento di categoria e la riduzione d’ingaggio, Gigi aveva ascoltato il cuore.
Dopo una stagione sofferta e tribolata per la squadra – e caratterizzata da alti e bassi personali – ma comunque conclusa con la salvezza, la società l’estate scorsa gli aveva proposto di indossare la maglia numero 10. Per farne una propria icona. In una calda mattinata d’inizio agosto, lui e Cacia si erano recati a Milano per girare lo spot Sky della serie B in rappresentanza dell’Ascoli. E’ passato un anno, pare un secolo. Nel frattempo tutto è cambiato.
Il rendimento dei due – pesantemente condizionato dai rispettivi acciacchi fisici – è stato al di sotto delle attese. E il rapporto personale con Bellini si è incrinato, a causa della collisione di caratteri molto forti. Entrambi sono stati pubblicamente additati in conferenza stampa di non rendere per quanto guadagnano, al pari di Bianchi.
La figura di Cacia si è rivelata molto ingombrante – se vista dall’ottica societaria -, al punto da invitarlo via mail a non presentarsi il giorno del raduno. Ma i diritti sindacali hanno indotto il club a una retromarcia: il bomber poteva partecipare al ritiro insieme ai compagni. Oltre alle doti tecniche, Daniele è un leader indiscusso. Naturale che i tifosi lo amino e i compagni di squadra lo adorino. Arrivato a Cascia a fari spenti, in realtà è sembrato una star. I social network ci hanno mostrato la bella accoglienza dei suoi compagni, nonostante il suo apparente ruolo di emarginato.
Ma è stata una foto a far saltare il banco. Gigi Giorgi ha celebrato Daniele con un selfie il giorno del suo arrivo. Ma quello che ha fatto infuriare la proprietà è stata la didascalia. “Il Pomper è per sempre”. In un secondo momento Giorgi ha censurato quella parola, ma ormai il dado era tratto. Francesco Bellini dal Canada non l’ha presa bene, vedendo quel commento come un aperto gesto di sfida. E’ chiaro che “pomper” sia la storpiatura di bomber, ed è facile ipotizzare che derivi dalla cadenza anglosassone del patron. Ma sfogliando il profilo instagram di winston_smith5 (alias Giorgi), si nota che tale vocabolo venisse utilizzato già un anno fa, ossia prima che i rapporti si deteriorassero. Ragion per cui è presumibile che il battesimo del soprannome “pomper” sia avvenuto in tono scherzoso e goliardico, e non certo come subdola presa in giro al patron.
Fatto sta che Giorgi ha ricevuto una lettera di richiamo, a cui seguono cinque giorni per fornire le proprie giustificazioni. Cosa che – a detta del ds Giaretta – Gigi avrebbe già fatto in forma orale. Ieri non ha partecipato alla partitella di allenamento contro il Montalto, osservando i compagni da bordo campo. Non è ancora chiaro se la società abbia veramente manifestato l’intenzione di cederlo, si è in attesa di ulteriori sviluppi. Quello che è chiaro è che tutto questo frastuono potrebbe nuocere alla serenità del gruppo allenato dal tandem Fiorin-Maresca. In questi giorni nell’ambiente di tanti argomenti si sta parlando. Tranne che di calcio giocato.

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