Cessione società, giorni cruciali

Bellini di fronte a un bivio dopo le offerte di Bricofer e Oliva. Oggi a Torino per Favilli

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La volontà della famiglia di indurlo a lasciare un mondo difficile come quello del calcio. Il pressing di altre componenti – interne ed esterne alla società – per farlo rimanere alla guida. E il Picchio Village, il nodo probabilmente più difficile da sciogliere. Queste le componenti che stanno traslando nel tempo la decisione definitiva di Francesco Bellini sulla cessione dell’Ascoli Picchio, volontà da lui più volte manifestata nel corso degli anni e in modo sempre più frequente negli ultimi giorni. Le offerte ufficiali pervenute sembrano soddisfacenti anche dal punto di vista economico. La settimana scorsa gli incontri con Pulcinelli, capo del gruppo Bricofer. Nella mattinata di ieri quello a Rimini tra i commercialisti e i legali in rappresentanza di Alex Oliva – legale rappresentante della società con sede in Svizzera Re Outside e intermediario non si sa di chi nel nome di un patto di riservatezza siglato dalle parti – che avrebbe rilanciato la propria offerta.
Nella giornata di oggi il presidente Bellini in persona dovrebbe recarsi a Torino per definire la cessione del cartellino di Andrea Favilli alla Juventus. Un accordo già trovato da tempo e che la settimana scorsa il ds Giaretta in diretta dagli studi televisivi di SportItalia ha confermato sulla base di 7,5 milioni di euro. Probabilmente un’altra mossa che il presidente vuole fare prima di passare definitivamente la mano, in modo da mantenere la parola data. Ma gli acquirenti premono perché hanno fretta di chiudere, in un senso o nell’altro. Il calcio, si sa, vive di tempistiche proprie, e il protrarsi della trattativa costringerebbe l’Ascoli ad una partenza ad handicap sia nell’allestimento della rosa che nella ricerca di una soluzione al problema stadio.

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