Cacia e la riconoscenza del Bentegodi

Alla sua sostituzione, oltre tredicimila persone in piedi per applaudirlo

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20170314_003451Dopo tre sconfitte consecutive, la necessità di tornare a fare punti senza guardare la caratura dell’avversario diventa la priorità. Mister Aglietti ridisegna una squadra più solida, partendo dall’assetto difensivo che si era dimostrato il pilastro degli undici risultati utili consecutivi. Troppo rischioso riproporre il modulo a due punte, che produce tanto in fase offensiva ma concede altrettanto alle ripartenze altrui.
Così davanti c’è spazio solo per Cacia, che nel primo tempo riesce anche a punzecchiare la retroguardia scaligera grazie alla preziosa assistenza di Bentivegna. Ma nella ripresa l’Ascoli va in riserva e non riesce più a ripartire. Pochi, praticamente nulli, i palloni giocabili per Cacia. Ma che raggiunge il top nell’applausometro al minuto 36. C’è Favilli all’altezza di centrocampo che si sfila la casacca fluorescente, pronto a subentrare. Il display luminoso del quarto uomo indica in rosso il numero 21, Cacia si guadagna l’uscita dal campo tra gli applausi scroscianti del Bentegodi. Oltre tredicimila persone in piedi che non hanno dimenticato il suo decisivo apporto nella promozione in serie A dell’Hellas nel 2013. Daniele da bordo campo ricambia con fierezza. Una scena magnifica.

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