Ascoli Calcio, emozioni senza limiti

Il pianto liberatorio di un signore in curva. E’ l’icona della nostra passione

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Una vittoria importante che restituisce serenità a un ambiente in perenne fibrillazione, con l’Ascoli momentaneamente abbarbicatosi a metà in una classifica comunque corta. Soltanto dieci giornate alle spalle, ancora tanto c’è da fare.
Eppure nell’estasi collettiva, in un tripudio di una curva Sud inesauribile e che a tratti ha sovrastato persino il cronista di Dazn, è un retroscena a meritarsi la copertina. Poco dietro i ragazzi di Monturano e Cupra, di fianco a dove sventola il bandierone del vecchio logo coi cerchi olimpici, un signore sulla settantina si lascia andare ad un pianto ininterrotto. Sembra inconsolabile, ma sono lacrime di felicità. E non per una finale o uno spareggio, ma per una partita di inizio stagione in circostanze di classifica relativamente tranquille.
Quel signore ci rappresenta tutti quanti. Noi che il giornale cominciamo a leggerlo dalla pagina sull’Ascoli, noi che abbiamo l’archivio del cellulare intriso di foto dei gruppi whatsapp sul Picchio, noi che organizziamo i nostri week-end sulla base del calendario della serie B, noi che cataloghiamo gli avvenimenti importanti della nostra vita ricordandoci le corrispondenti stagioni dell’Ascoli, noi che un gol ci condiziona l’umore di una settimana intera.
Molti vi diranno che ci sono cose ben più importanti di un pallone. Vero, non lo si può certo negare. Ma lasciateci nutrire di emozioni vive, autentiche come questa. Affinché nessuno un domani possa ripetere quello che il Sor Carletto disse a noi tifosi più giovani dal palco della Festa NOI ASCOLI, riferendosi alla trionfale cavalcata dell’Ascoli degli anni ’70 e ’80. “Che ve siete persi!”.

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